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Cronaca
Smantellato giro di prostituzione. Sequestrati due immobili a Molfetta e Santeramo
Operazione della Guardia di Finanza
Molfetta - giovedì 27 febbraio 2025
14.56
Nei giorni scorsi i Finanzieri del Comando Provinciale Bari hanno tratto in arresto a Molfetta due uomini e denunciato a piede libero la compagna di uno dei due soggetti per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Comunicato Nei giorni scorsi i Finanzieri del Comando Provinciale Bari hanno tratto in arresto a Molfetta due uomini e denunciato a piede libero la compagna di uno dei due soggetti per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Altre due donne sono state denunciate in quanto partecipanti all'esercizio e alla direzione della casa di prostituzione, ai sensi dell'art. 3, comma 1, n. 1, della c.d. Legge Merlin e rinvenute all'interno della casa di appuntamento e dedite all'illecita attività.
L'indagine svolta dalle Fiamme Gialle di Molfetta è stata avviata a seguito di evidenze informative su un centro massaggi che offriva trattamenti "extra" con prezzi dai 70 ai 500 euro, pagabili anche tramite POS. I successivi riscontri investigativi delle Fiamme Gialle, effettuati anche con l'ausilio delle banche dati in uso al Corpo, hanno consentito di individuare molteplici clienti e acquisire dagli stessi informazioni utili a quantificare l'esatto giro d'affari dell'attività delittuosa.
All'atto dell'accesso dei Finanzieri erano presenti un cliente, due giovani ragazze, di cui una straniera e altri due soggetti risultati essere i gestori dell'attività di meretricio. Il presunto "centro massaggi" non recava alcuna insegna all'esterno, risultava attrezzato con materassi matrimoniali poggiati a terra, separé e bagni con doccia. Gli appuntamenti venivano gestiti direttamente dalle prostitute operanti all'interno del locale mediante inserzioni online e successivi contatti telefonici o tramite applicazioni di messaggistica istantanea.
Le informazioni acquisite hanno permesso di accertare che i clienti ricevevano mediante telefono il codice per accedere all'appartamento garantendo in questo modo la segretezza delle attività svolte. All'esito dell'attività l'appartamento è stato sottoposto a sequestro unitamente al denaro in contante rinvenuto nonché 10 smartphones utilizzati per la gestione degli appuntamenti. Successivi approfondimenti hanno consentito di individuare un ulteriore immobile, attrezzato con le stesse medesime modalità di quello molfettese, nella città di Santeramo in Colle destinato a favorire la prostituzione.
Le attività investigative, in considerazione del ruolo di polizia economico-finanziaria attribuito alla Guardia di Finanza, proseguono per ricostruire compiutamente tutti i flussi di denaro transitati per le mani dell'organizzazione criminale, sia attraverso i dispositivi di pagamento elettronico che in contanti e, in tal modo, recuperarli a tassazione in quanto ritenuti frutto di attività illecita. La presente operazione costituisce un'ulteriore testimonianza del costante presidio alla legalità e alla tutela della persona assicurato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani avvalendosi della Guardia di Finanza quale polizia economico-finanziaria, per la repressione dei reati contro la persona e il patrimonio.
L'indagine svolta dalle Fiamme Gialle di Molfetta è stata avviata a seguito di evidenze informative su un centro massaggi che offriva trattamenti "extra" con prezzi dai 70 ai 500 euro, pagabili anche tramite POS. I successivi riscontri investigativi delle Fiamme Gialle, effettuati anche con l'ausilio delle banche dati in uso al Corpo, hanno consentito di individuare molteplici clienti e acquisire dagli stessi informazioni utili a quantificare l'esatto giro d'affari dell'attività delittuosa.
All'atto dell'accesso dei Finanzieri erano presenti un cliente, due giovani ragazze, di cui una straniera e altri due soggetti risultati essere i gestori dell'attività di meretricio. Il presunto "centro massaggi" non recava alcuna insegna all'esterno, risultava attrezzato con materassi matrimoniali poggiati a terra, separé e bagni con doccia. Gli appuntamenti venivano gestiti direttamente dalle prostitute operanti all'interno del locale mediante inserzioni online e successivi contatti telefonici o tramite applicazioni di messaggistica istantanea.
Le informazioni acquisite hanno permesso di accertare che i clienti ricevevano mediante telefono il codice per accedere all'appartamento garantendo in questo modo la segretezza delle attività svolte. All'esito dell'attività l'appartamento è stato sottoposto a sequestro unitamente al denaro in contante rinvenuto nonché 10 smartphones utilizzati per la gestione degli appuntamenti. Successivi approfondimenti hanno consentito di individuare un ulteriore immobile, attrezzato con le stesse medesime modalità di quello molfettese, nella città di Santeramo in Colle destinato a favorire la prostituzione.
Le attività investigative, in considerazione del ruolo di polizia economico-finanziaria attribuito alla Guardia di Finanza, proseguono per ricostruire compiutamente tutti i flussi di denaro transitati per le mani dell'organizzazione criminale, sia attraverso i dispositivi di pagamento elettronico che in contanti e, in tal modo, recuperarli a tassazione in quanto ritenuti frutto di attività illecita. La presente operazione costituisce un'ulteriore testimonianza del costante presidio alla legalità e alla tutela della persona assicurato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani avvalendosi della Guardia di Finanza quale polizia economico-finanziaria, per la repressione dei reati contro la persona e il patrimonio.