
Politica
Comitato comunale sui fenomeni delinquenziali, presto al lavoro
Polemiche però dal Liberatorio Politico: sbagliato lasciare fuori le associazioni
Molfetta - mercoledì 22 ottobre 2014
16.15
Il "Comitato Comunale di Monitoraggio dei fenomeni delinquenziali" sarà presto operativo. Le modifiche allo statuto comunale apportate in un recente consiglio comunale vanno proprio in questa direzione: snellire questo organismo consultivo e metterlo al più presto nelle condizioni di diventare una sorta di sentinella civica rispetto ai fenomeni della microcriminalità. Il comitato, istituito nel 1997 a seguito di due grandi blitz contro la droga "Primavera" e "Reset", potrà effettuare ricerche e statistiche anche in collaborazione con le forze dell'ordine.
Ma non mancano le polemiche. Il Liberatorio Politico critica il mancato coinvolgimento attivo delle associazioni relegati a meri "invitati": «Abbiamo preso atto della non volontà di prevedere un organismo paritetico tra istituzioni e associazioni. Incomprensibile appare il perché si sia pervicacemente voluto varare questo "nuovo" organismo che – sostiene il Liberatorio – una volta privato della componente dei movimenti e associazioni interessati, altro non è che il duplicato di quanto è già nelle competenze dell'amministrazione.» Su questo argomento anche il centrodestra aveva proposto in aula un ruolo più centrale da attribuire al mondo dell'associazionismo. «Si è persa la possibilità di lanciare un segnale forte all'esterno – conclude il Liberatorio - di ribadire la disponibilità e la volontà a rendere il cittadino, effettivamente, protagonista della cosa pubblica attraverso gli strumenti istituzionali e, soprattutto, a non recidere il cordone ombelicale con le realtà che hanno lavorato in questi anni sui temi del Comitato, non facendone solo degli invitati, ma ritenendoli effettivi portatori di competenze e conoscenze. Rispettiamo l'autonomia della politica, ma ribadiamo che la partecipazione non è un feticcio utile per fare propaganda permanente.»
Ma non mancano le polemiche. Il Liberatorio Politico critica il mancato coinvolgimento attivo delle associazioni relegati a meri "invitati": «Abbiamo preso atto della non volontà di prevedere un organismo paritetico tra istituzioni e associazioni. Incomprensibile appare il perché si sia pervicacemente voluto varare questo "nuovo" organismo che – sostiene il Liberatorio – una volta privato della componente dei movimenti e associazioni interessati, altro non è che il duplicato di quanto è già nelle competenze dell'amministrazione.» Su questo argomento anche il centrodestra aveva proposto in aula un ruolo più centrale da attribuire al mondo dell'associazionismo. «Si è persa la possibilità di lanciare un segnale forte all'esterno – conclude il Liberatorio - di ribadire la disponibilità e la volontà a rendere il cittadino, effettivamente, protagonista della cosa pubblica attraverso gli strumenti istituzionali e, soprattutto, a non recidere il cordone ombelicale con le realtà che hanno lavorato in questi anni sui temi del Comitato, non facendone solo degli invitati, ma ritenendoli effettivi portatori di competenze e conoscenze. Rispettiamo l'autonomia della politica, ma ribadiamo che la partecipazione non è un feticcio utile per fare propaganda permanente.»