La Clean Up Molfetta vince, ma che fatica. Fortitudo Trani superata 87-73
Secondo posto in Serie C interregionale, adesso a pari merito soltanto con Castellaneta
martedì 25 febbraio 2025
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Vittoria più che sofferta della Clean Up Molfetta (il +14 finale è molto ingannevole) che mantiene il secondo posto in serie C interregionale, adesso a pari merito soltanto con Castellaneta, e inanella la sesta vittoria consecutiva superando tra le mura di casa la tenace Fortitudo Trani: al fanalino di coda del torneo non bastano i 32 punti di Bolzoni, finisce 87-73. Di buono, però, per il sodalizio retto dal presidente Solimini c'è soltanto la vittoria finale (la tredicesima stagionale), perché due punti in più in classifica sono l'unico elemento positivo emerso nella sfida contro gli ospiti, ultimi con una sola vittoria all'attivo. «Male», in modo particolare, «l'approccio, non all'altezza di quello che facciamo in settimana», ha detto Gesmundo a fine gara. Sei i biancorossi in doppia cifra: Infante (18 punti), Scarpone (15), Didonna (13), Suraci e Chiriatti (12) e Mezzina (10).
La cronaca. Al PalaPoli, Gesmundo, con Delmas a riposo precauzionale, si presenta con Scarpone, Didonna, Mezzina, Chiriatti e Infante. La Fortitudo degli ex Azzollini (13 punti in due) inizia con una partenza forte: Allegretti e Pugliese spingono il vantaggio a +9 (2-11) sfruttando i tanti errori al tiro dei padroni di casa che, però, lentamente organizzano un rientro con la tripla di Suraci, il gioco da tre di Didonna e i quattro punti filati di Chiriatti: 16-20 alla prima sirena. Il copione è simile anche nel secondo quarto: dopo il -3 di Scarpone (22-25), Bolzoni e Piemontese, a suon di tiri dalla lunga distanza, provano a rilanciare la fuga della Fortitudo (24-34), costringendo Gesmundo al time-out, ma le bombe scagliate da Suraci, da Scarpone e dallo scatenatissimo Mezzina (tre punti da oltre l'arco dei 6.75, altrettanti dalla lunetta) impattano la gara: 36-36 all'intervallo lungo.
Al rientro in campo Infante firma il primo vantaggio biancorosso (38-36) di una partita da montagne russe: Trani sorpassa con Pugliese (38-40), Molfetta controsorpassa col ciuff di Mezzina (42-40) e così via fra triple (Bolzoni da una parte, Scarpone dall'altra) e tecnici (a Didonna e Ciciriello). Al 30' è 61-57 per la Clean Up, ma la partita è ancora aperta. Infatti nell'ultimo quarto la Fortitudo si fa sotto ancora una volta con Bolzoni (63-60), ma Molfetta, guidata da Chiriatti, Infante e da un indomito Didonna, piazza un break da urlo (10-3), volando sulla doppia cifra di vantaggio: 73-63. Con l'esperienza del capitano (per lui anche 8 assist e 16 rimbalzi) la squadra di casa non solo mantiene il vantaggio fino in fondo, ma riesce anche a dilatarlo. La chiude Chiriatti, finisce 87-73.
Il post-gara. «Il nostro approccio si è rivelato non all'altezza di quello che facciamo in settimana - ha detto Gesmundo a fine gara -, degli atleti che siamo e della squadra che abbiamo dimostrato di essere. Onore e merito a Trani, ma noi ci abbiamo messo del nostro: mi aspettavo una gara diversa, anche se, fra varie defezioni (out Delmas), trovare degli equilibri diventa complicato. Prendiamo i due punti e continuiamo il nostro percorso, nella speranza che questa partita ci serva da lezione». La Clean Up, alla sesta vittoria consecutiva, è sempre seconda a -2 dalla vetta: «Noi siamo partiti per fare un campionato dignitoso - ha detto ancora - e ora ci troviamo a lottare con squadre che hanno fatto degli investimenti importanti. Certo, la classica gara storta può succedere e adesso l'analizzeremo con la tranquillità di una vittoria, ma se vogliamo continuare a sognare - ha concluso - dobbiamo essere più maturi».
La cronaca. Al PalaPoli, Gesmundo, con Delmas a riposo precauzionale, si presenta con Scarpone, Didonna, Mezzina, Chiriatti e Infante. La Fortitudo degli ex Azzollini (13 punti in due) inizia con una partenza forte: Allegretti e Pugliese spingono il vantaggio a +9 (2-11) sfruttando i tanti errori al tiro dei padroni di casa che, però, lentamente organizzano un rientro con la tripla di Suraci, il gioco da tre di Didonna e i quattro punti filati di Chiriatti: 16-20 alla prima sirena. Il copione è simile anche nel secondo quarto: dopo il -3 di Scarpone (22-25), Bolzoni e Piemontese, a suon di tiri dalla lunga distanza, provano a rilanciare la fuga della Fortitudo (24-34), costringendo Gesmundo al time-out, ma le bombe scagliate da Suraci, da Scarpone e dallo scatenatissimo Mezzina (tre punti da oltre l'arco dei 6.75, altrettanti dalla lunetta) impattano la gara: 36-36 all'intervallo lungo.
Al rientro in campo Infante firma il primo vantaggio biancorosso (38-36) di una partita da montagne russe: Trani sorpassa con Pugliese (38-40), Molfetta controsorpassa col ciuff di Mezzina (42-40) e così via fra triple (Bolzoni da una parte, Scarpone dall'altra) e tecnici (a Didonna e Ciciriello). Al 30' è 61-57 per la Clean Up, ma la partita è ancora aperta. Infatti nell'ultimo quarto la Fortitudo si fa sotto ancora una volta con Bolzoni (63-60), ma Molfetta, guidata da Chiriatti, Infante e da un indomito Didonna, piazza un break da urlo (10-3), volando sulla doppia cifra di vantaggio: 73-63. Con l'esperienza del capitano (per lui anche 8 assist e 16 rimbalzi) la squadra di casa non solo mantiene il vantaggio fino in fondo, ma riesce anche a dilatarlo. La chiude Chiriatti, finisce 87-73.
Il post-gara. «Il nostro approccio si è rivelato non all'altezza di quello che facciamo in settimana - ha detto Gesmundo a fine gara -, degli atleti che siamo e della squadra che abbiamo dimostrato di essere. Onore e merito a Trani, ma noi ci abbiamo messo del nostro: mi aspettavo una gara diversa, anche se, fra varie defezioni (out Delmas), trovare degli equilibri diventa complicato. Prendiamo i due punti e continuiamo il nostro percorso, nella speranza che questa partita ci serva da lezione». La Clean Up, alla sesta vittoria consecutiva, è sempre seconda a -2 dalla vetta: «Noi siamo partiti per fare un campionato dignitoso - ha detto ancora - e ora ci troviamo a lottare con squadre che hanno fatto degli investimenti importanti. Certo, la classica gara storta può succedere e adesso l'analizzeremo con la tranquillità di una vittoria, ma se vogliamo continuare a sognare - ha concluso - dobbiamo essere più maturi».