Usura ed estorsione a Molfetta. Due uomini finiscono in manette
Avrebbero preteso soldi da un imprenditore. Entrambi sono stati confinati ai domiciliari
giovedì 2 agosto 2018
17.48
Erano in due, Andrea Filannino di 58 anni e il figlio Michele, 32enne, a rendere la vita impossibile ad un commerciante di Molfetta, titolare di un negozio di elettronica e telefonia, obbligandolo con minacce a versare loro dei soldi in cambio di "protezione", ma sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza.
La vicenda, sulla base di quanto denunciato dal commerciante ai militari della Tenenza di Molfetta nel gennaio scorso e come affiora dall'ordinanza di custodia cautelare, ha avuto inizio nel gennaio 2016 quando Andrea Filannino, originario di Barletta, hanno ricostruito gli investigatori, si presentò nel negozio della vittima portando via un cellulare senza pagare. Alle lamentale del commerciante, l'uomo rispose che era li per offrirgli "protezione" per 300 euro a settimana.
La corresponsione dei 300 euro, si è protratta per molti mesi, con l'aggiunta che il 58enne esigeva dalla vittima pagamenti più consistenti per diverse migliaia di euro. Ciò ha destabilizzato l'equilibrio della piccola attività imprenditoriale, fino al punto da creare una situazione di difficoltà per il commerciante di Molfetta spesso impossibilitato a pagare i fornitori.
A tale ragione, sempre il 58enne gli ha concesso un prestito di 25mila euro affinché il malcapitato potesse accomodare le difficoltà economiche in cui era finito a causa dei continui esborsi di denaro: ma solo a titolo di interessi, la vittima ha dovuto versare lui 45mila euro nel giro di pochi mesi.
Il titolare del negozio, che si è rivolto all'associazione Antiracket ed è stato assistito dall'avvocato Maurizio Altomare, ha denunciato che una tantum il presunto aguzzino avrebbe preteso pagamenti più cospicui, oltre alla corresponsione dei 300 euro settimanali. Il commerciante, a questo punto, agli inizi di gennaio scorso ha deciso di denunciare tutto alla Guardia di Finanza della Tenenza di Molfetta che hanno effettuato molti riscontri, compresi quelli bancari e telefonici.
Il 24 gennaio il 58enne Andrea Filannino è stato arrestato in flagranza di reato per estorsione, ma i taglieggiamenti nei confronti del commerciante sono proseguite con il figlio Michele, incastrato da alcune intercettazioni effettuate nel carcere di Trani durante i colloqui con il padre. Così, in manette, per concorso in estorsione e usura, è finito anche il figlio, di 32 anni.
Per entrambi il giudice per le indagini preliminari ha disposto la detenzione domiciliare: secondo l'accusa i due avrebbero perseguitato il titolare del negozio costringendolo a versare loro soldi per avere "protezione".
La vicenda, sulla base di quanto denunciato dal commerciante ai militari della Tenenza di Molfetta nel gennaio scorso e come affiora dall'ordinanza di custodia cautelare, ha avuto inizio nel gennaio 2016 quando Andrea Filannino, originario di Barletta, hanno ricostruito gli investigatori, si presentò nel negozio della vittima portando via un cellulare senza pagare. Alle lamentale del commerciante, l'uomo rispose che era li per offrirgli "protezione" per 300 euro a settimana.
La corresponsione dei 300 euro, si è protratta per molti mesi, con l'aggiunta che il 58enne esigeva dalla vittima pagamenti più consistenti per diverse migliaia di euro. Ciò ha destabilizzato l'equilibrio della piccola attività imprenditoriale, fino al punto da creare una situazione di difficoltà per il commerciante di Molfetta spesso impossibilitato a pagare i fornitori.
A tale ragione, sempre il 58enne gli ha concesso un prestito di 25mila euro affinché il malcapitato potesse accomodare le difficoltà economiche in cui era finito a causa dei continui esborsi di denaro: ma solo a titolo di interessi, la vittima ha dovuto versare lui 45mila euro nel giro di pochi mesi.
Il titolare del negozio, che si è rivolto all'associazione Antiracket ed è stato assistito dall'avvocato Maurizio Altomare, ha denunciato che una tantum il presunto aguzzino avrebbe preteso pagamenti più cospicui, oltre alla corresponsione dei 300 euro settimanali. Il commerciante, a questo punto, agli inizi di gennaio scorso ha deciso di denunciare tutto alla Guardia di Finanza della Tenenza di Molfetta che hanno effettuato molti riscontri, compresi quelli bancari e telefonici.
Il 24 gennaio il 58enne Andrea Filannino è stato arrestato in flagranza di reato per estorsione, ma i taglieggiamenti nei confronti del commerciante sono proseguite con il figlio Michele, incastrato da alcune intercettazioni effettuate nel carcere di Trani durante i colloqui con il padre. Così, in manette, per concorso in estorsione e usura, è finito anche il figlio, di 32 anni.
Per entrambi il giudice per le indagini preliminari ha disposto la detenzione domiciliare: secondo l'accusa i due avrebbero perseguitato il titolare del negozio costringendolo a versare loro soldi per avere "protezione".