Pasqua si festeggia anche a tavola
Dal pizzarello alla veneziene passando per u beneditte e la scarcella
giovedì 17 aprile 2014
08.23
La Settimana Santa solletica anche i palati dei golosi. A tavola ce n'è per tutti. Salato e dolce. Pizzarello e "veneziene". Sono queste le "pietanze" che, in qualche modo, caratterizzano i giorni che precedono la Pasqua a Molfetta. Il pizzarello, una sorta di street food datato secoli, è un concentrato calorico di pane (per l'occasione i maestri fornai ne sfornano un tipo particolare) imbottito con olio extravergine d'oliva, tonno e capperi sott'aceto. E' assolutamente d'obbligo mangiarlo nella notte tra il giovedì e il venerdì santo, anche se, da qualche anno, c'è chi si spinge fino al sabato santo; la "veneziene" è un tazzone di cioccolata fumante che da sempre scalda quanti in piena notte seguono la processione dei Misteri.
Il pizzarello e la "veneziene" sgomitano, senza grossa fatica, con la scarcella, dolce di pasta frolla, marmellata di cotogne e pasta di mandorle, condiviso anche da altri comuni pugliesi, i bocconotti che, sempre con una base di pasta frolla, rivisitati in modi differenti, si ritrovano anche nella tradizione gastronomica delle città del circondario. E poi taralli, uova pasquali e dolci a base di ricotta fresca importati e la pastiera di chiara importazione campana.
Il giorno di Pasqua, a tavola, è d'obbligo "u beneditte", pezzetti di agnello cotti, seguendo una ricetta custodita dagli anziani, con piselli e un battuto di uova, prezzemolo e parmigiano.
Il pizzarello e la "veneziene" sgomitano, senza grossa fatica, con la scarcella, dolce di pasta frolla, marmellata di cotogne e pasta di mandorle, condiviso anche da altri comuni pugliesi, i bocconotti che, sempre con una base di pasta frolla, rivisitati in modi differenti, si ritrovano anche nella tradizione gastronomica delle città del circondario. E poi taralli, uova pasquali e dolci a base di ricotta fresca importati e la pastiera di chiara importazione campana.
Il giorno di Pasqua, a tavola, è d'obbligo "u beneditte", pezzetti di agnello cotti, seguendo una ricetta custodita dagli anziani, con piselli e un battuto di uova, prezzemolo e parmigiano.