Gemellaggio tra Molfetta e Sorrento nel nome di Gaetano Salvemini

Un legale nel segno del luogo in cui lo storico ha trascorso serenamente gli ultimi anni della sua esistenza

venerdì 28 febbraio 2025
Su iniziativa della Rete delle Scuole Superiori di Molfetta, presieduta dalla dirigente Alina Pierro, un nutrito gruppo di studenti e docenti ha avviato un gemellaggio con il Liceo "G. Salvemini" di Sorrento, città in cui il nostro illustre concittadino ha trascorso serenamente gli ultimi anni della sua esistenza, nel verde paradiso di Villa La Rufola.

Il 18 e 19 febbraio, la nostra delegazione è stata generosamente accolta dalla dirigente del locale Liceo "Salvemini", professoressa Patrizia Fiorentino, e dal professor Felice Senatore, studioso appassionato di storia locale e salveminiana, il quale ci ha fatto incontrare esperti tassiani e conoscitori della storia geologica ed archeologica della Penisola sorrentina.

L'intervento del prof. Senatore si è incentrato sugli ultimi anni di Salvemini a villa La Rufola, che già in epoca fascista, era stata rifugio sicuro per molti antifascisti, un luogo protetto che permetteva a dissidenti e liberi pensatori di rimanere in contatto, ravvivando idee e relazioni ovunque proibite, da cui nacque poi un nucleo della Resistenza romana. Al rientro dal suo esilio americano, reintegrato nella cattedra che aveva dovuto lasciare presso l'Università di Firenze, Salvemini tenne le sue lezioni ancora per due anni, accettando poi la generosa ospitalità che la marchesa Titina Benzoni e sua figlia Giuliana gli avevano proposto nel dolce clima sorrentino.

La sua giornata fu come sempre dedicata al lavoro, ad eccezione dei pasti e dell'ora del tè, in cui riceveva amici italiani e stranieri, studenti o semplici ammiratori che avevano ottenuto un colloquio con lui. Qui avviò la revisione e la raccolta delle sue opere: con l'aiuto di Gaetano Arfè fu dato alle stampe il volume Scritti sulla Questione meridionale, e con Ernesto Sestan l'edizione delle Opere di Carlo Cattaneo. Fra le carte a cui stava lavorando al momento di lasciare la scena, c'era una versione profondamente riveduta di Empirici e teologi.

Tuttavia non smise mai di intervenire sui temi più scottanti della rinata Repubblica italiana: dalla raccolta degli articoli sulle riviste Il Mondo, il Ponte, Critica Sociale, nacque il volume L'Italia Scombinata, a cura di un giovane Beniamino Finocchiaro. Con i fondi del Premio dell'Accademia dei Lincei, ottenuto nel 1955 insieme alla laurea honoris causa riconosciutagli da Oxford, finanziò la ricerca di due giovani sociologi, Luongo ed Oliva, impegnati in un lavoro di inchiesta su Napoli. I due gli erano stati presentati da un giovane sacerdote, Rosario Scarpati, che gli fu molto vicino negli anni di Sorrento. La figlia di Scarpati, che aveva in seguito rinunciato allo stato clericale, ha incontrato con grande affetto gli ospiti molfettesi.

La seconda fase del gemellaggio vedrà la partecipazione di una classe del Liceo di Sorrento all'annuale edizione del Convegno "G. Salvemini e i giovani", che la Rete delle Scuole Superiori sta organizzando per maggio sul tema della libertà in Salvemini.