Cortocircuiti Short Film Festival: due premi per il molfettese Mattia de Gennaro
A ottenere i riconoscimenti l'opera "Quello che resta di niente"
martedì 6 agosto 2024
Continua a distinguersi, nel campo cinematografico, il giovane molfettese Mattia de Gennaro che, nell'ambito del Cortocircuiti Short Film Festival di Bari si è aggiudicato ben due premi con l'opera "Quello che resta di niente".
Mattia ha vinto sia il premio del pubblico sia quello della giuria studenti come Miglior Corto della categoria "Studenti Pugliesi".
Questo il commento del giovane regista sui social: «Ogni volta che pronunciano il nostro nome, ogni volta che la nostra storia si arrampica su uno schermo diverso; a ogni stretta di mano, a ogni bacio rubato, a ogni lacrima nascosta, priviamo il tempo del controllo che, dicono, abbia su di noi. ma noi con il tempo ci giochiamo, così come facciamo con lo spazio, con le ferite, non rinunciando a farci, comunque, attraversare da una vera e sana felicità: quella che ci trapassa ancora prima di parlare, di guardare, persino di sapere. la felicità del sogno, del ritorno, del grembo, dell'eterno che sfugge alle leggi, alle frontiere, ai canoni, al privato, dove alle domande non seguono risposte e ai punti non corrisponde una fine.
Che strana creatura il cinema, così ostinata nell'approcciarsi, ripetutamente, alla fine, senza, però, finire mai.
Per questo sento di dover ringraziare i miei meravigliosi compagni di viaggio, Gabriele, Alessandra, Davide e Marina, assieme a tutti coloro che, al termine della serata, ci hanno raggiunto per raccontarci del loro "niente", che, infondo, è anche il nostro. grazie alle giurie e al pubblico dell'arena ExpostModerno.
Grazie per averci permesso di non finire».
Mattia ha vinto sia il premio del pubblico sia quello della giuria studenti come Miglior Corto della categoria "Studenti Pugliesi".
Questo il commento del giovane regista sui social: «Ogni volta che pronunciano il nostro nome, ogni volta che la nostra storia si arrampica su uno schermo diverso; a ogni stretta di mano, a ogni bacio rubato, a ogni lacrima nascosta, priviamo il tempo del controllo che, dicono, abbia su di noi. ma noi con il tempo ci giochiamo, così come facciamo con lo spazio, con le ferite, non rinunciando a farci, comunque, attraversare da una vera e sana felicità: quella che ci trapassa ancora prima di parlare, di guardare, persino di sapere. la felicità del sogno, del ritorno, del grembo, dell'eterno che sfugge alle leggi, alle frontiere, ai canoni, al privato, dove alle domande non seguono risposte e ai punti non corrisponde una fine.
Che strana creatura il cinema, così ostinata nell'approcciarsi, ripetutamente, alla fine, senza, però, finire mai.
Per questo sento di dover ringraziare i miei meravigliosi compagni di viaggio, Gabriele, Alessandra, Davide e Marina, assieme a tutti coloro che, al termine della serata, ci hanno raggiunto per raccontarci del loro "niente", che, infondo, è anche il nostro. grazie alle giurie e al pubblico dell'arena ExpostModerno.
Grazie per averci permesso di non finire».